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malata di alzheimerCare sorelle e cari fratelli, cari amici,

sono molto contento di celebrare con voi questa Santa Liturgia Eucaristica. Siamo attorno a Gesù, nostro amico, lui che si è addossato i dolori e le sofferenze nostre e del mondo, come abbiamo ascoltato nella prima lettura del libro di Isaia. Sì, Gesù non lascia mai soli le donne e gli uomini nel dolore, nella fragilità e nella debolezza.

A volte, quando magari sentiamo il peso della sofferenza, della malattia, della solitudine, crediamo che il Signore ci abbia abbandonato e non faccia niente per noi. Ma non è mai così. Gesù è sempre con noi, soprattutto quando siamo deboli, quando il nostro corpo o il nostro spirito soffrono. Lui c’è. E’ lì. Ti tende la mano, il suo amore ti sostiene, ti accompagna.

 

Nella debolezza la nostra forza

Nel nostro mondo quelli che contano sono spesso i ricchi, i forti, i potenti, i prepotenti. Sono loro che sembrano sempre vincere. Ci chiediamo: dov’è la forza di un malato, di un debole, di un sofferente, di un povero? Esiste per loro una forza o sono costretti ad essere considerati come lo scarto della società, come dice Papa Francesco, gente che non conta niente, che non ha niente da dare? San Paolo dice, dopo aver parlato delle difficoltà e sofferenze del suo ministero: “Mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte” (2 Cor 12,10). Paolo sente una grande forza nella debolezza, perché la sua forza non viene da un corpo sano, robusto, non viene neppure dalla ricchezza o dalla bellezza, ma dalla presenza del Signore, dal suo amore. Cari amici, ecco il segreto della vostra e nostra vita: noi prendiamo forza dal Signore. E’ lui che ci fa vivere e ci rende persino testimoni del suo amore.

La preghiera: forza dei credenti

Certo, nella vita e nelle difficoltà di ogni giorno talvolta sentiamo che questa forza viene meno, si affievolisce. Così ci prende la paura. Quante paure abbiamo: la paura di soffrire, di essere lasciati soli, di essere dimenticati, di non avere nessuno che si occupi di noi, la paura del futuro, delle forze fisiche che diminuiscono, la paura della malattia che si aggrava, della morte. Dove prendere forza? La seconda lettura dalla Lettera di Giacomo contiene la risposta alla nostra paura e allo scoraggiamento. Giacomo insiste sulla preghiera: “Chi tra di voi è nel dolore, preghi, chi è nella gioia, canti inni di lode. Chi è malato, chiami presso di sé i presbiteri della Chiesa ed pregheranno su di lui … E la preghiera fatta con fede salverà il malato… Molto potente è la preghiera”. Cari amici, quando stiamo male ci lamentiamo e ci arrabbiamo con gli altri o preghiamo? La nostra forza viene dalla preghiera, che ci fa scoprire che il Signore è vicino, ci sostiene, ci salva dalla paura e dalla tristezza. Preghiamo gli uni per gli altri. Preghiamo sempre per chi sta peggio di noi, e sono tanti nel mondo, preghiamo per i poveri, i malati, gli affamati, i carcerati, i cristiani perseguitati, gli anziani soli, le donne e i bambini sfruttati. Preghiamo perché cessino le guerra e la violenza. Preghiamo per la pace.

Il Vangelo che abbiamo ascoltato aggiunge: “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà dato”. Si rimane nel Signore quando si prega e quando si vuole bene . Se rimaniamo con Gesù, possiamo portare molto frutto. E il frutto della vita del cristiano viene dall’amore vicendevole, dall’amore gratuito per tutti, a cominciare da quello per i più poveri di noi. Sì, nonostante la fragilità e la malattia noi possiamo portare frutto se rimaniamo nel Signore. Rimaniamo in lui, come fratelli e sorelle, come amici. Lasciamo da parte quello che ci divide, perché ciò che unisce tutti è l’amore di Dio per noi. Ci sono troppe divisioni nella nostra vita. Non ci fanno bene e rendono il mondo difficile. Invochiamo la Vergine Maria, perché ci accolga tutti sotto il manto della sua misericordia e ci sostenga in ogni necessità. Ella non si è mai staccata dal suo Figlio Gesù, anche nella sofferenza della croce. Con lei, rimaniamo sempre con Gesù e saremo sorgente di misericordia e di amore per il mondo.

Amen.